giovedì 6 marzo 2008

guarda che si dice maìno!

quella volta l'ho fatta grossa: tratta, contratta e mi ritrovo nell'alba nebbiosa alessandrina (mandrogna!) a smontare un'ottantina di ruderi per farli stare nel furgone preso a nolo. alla fine ne prelevo 20 e riempio scatole di pezzi e altro ciarpame, ma la questione interessante è il ragazzo che, nel fienile di quella cascina, restaura mobili in solitaria allegria, dopo anni di lavori mondani. ogni tanto passa a farmi un saluto mentre armeggio frenetico chiavi tra la 7 e la 16 e a un certo punto dico màino (!) e lui subito replica, guarda che si dice maìno. mah. il dubbio resta in sospeso per mesi, finchè leggo quello splendido libro che è Il campione e il bandito di Marco Ventura (ed. Il Saggiatore, 2006) pieno di storie affascinanti: Mayno [maìno] della Spinetta era un noto bandito della zona di Novi Ligure, all'inizio dell'800, come tutti i banditi, amato dalle larghe masse contadine che si nutrivano di fame. braccato senza via di scampo dai gendarmi francesi di Napoleone, preferisce togliersi la vita sparandosi alla testa, piuttosto che farsi arrestare! per sfregio, i francesi decidono di storpiare tutti i cognomi Mayno della zona, cambiando la Y con la I e, addirittura, spostando l'accento! che siano parenti o meno Mayno della Spinetta e Giovanni Maino, quello delle biciclette, non lo so ancora, ma una cosa è certa, che qualcosa in comune dovevano pure averlo, anzi più d'una cosa, la miseria e la passione e poi quel Maino ebbe fama d'esser anche lui un tipo scaltro. con il suo nome vennero prodotti telai e biciclette d'avanguardia, ma Maino, come Bianchi o Dei, non era un telarista, ma seppe bene mettere al suo soldo un abilissimo artigiano che stava alle porte di Alessandria, dicono. e poi venne quel Sante Pollastri, altro bandito di spicco del novese all'inizio del '900, che iniziò la carriera su una bicicletta Maino, come Girardengo ma per altra via.. pane, salame e vino li metto io, qualcuno ha voglia di salire su una vecchia bicicletta e accompagnarmi quì?

4 commenti:

romHero ha detto...

dagli e ridagli m'hai anche attaccato la passione per le Maino...anzi..per le MAyno^_^

Anonimo ha detto...

va bene la passione della bicicletta (vedi Girardengo,)ma non è che a proposito di Mayno ("Majéi", in dialetto di Spinetta) hai le idee 1 pò confuse? Spinetta è a 5 km da Alessandria e a 20 km da Novi, quindi il "noto bandito", che ti piaccia o no, NON è della zona di Novi... come del resto F. Coppi, che tutti sanno essere di Tortona... Di Novi, per contro, sono Erika e Omar, molto più conosciuti...

mayno ha detto...

..con un po' di allenamento ed una bicicletta ben oliata, piacevole e veloce è percorrere le distanze di cui scrivi.

Paolo De Sade ha detto...

Sono di novi ligure, trapiantato da Milano, appassionato di bici d'epoca... La nostra zona e' stata il fulcro del ciclismo eroico... Nonostante ciò grazie a gente menefreghista e priva di senso passionale ma solo dedita a puntalizzare ciò che e' mio e ciò che e' tuo, si e' perso tutto e ad oggi in nessuno dei paesi alessandrini si ricorda più (con manifestazioni, eventi, monumenti,ecc..) il glorioso passato ciclistico.. Quindi reputo proprio fuori luogo questa precisazione inutile e becera, non ce ne frega proprio nulla se coppi era di tortona o castellania o novi, quel che conta e' che e' stato, assieme a maino, girardengo e Co., un nostro ambasciatore nel ciclismo.. Questi personaggi hanno reso le NOSTRE zone un simbolo della storia! Stop.. Cazzo se ne frega di erika e omar... Ripigliati!