lunedì 19 ottobre 2009

nuovo modello

dalla sua invidiabile collezione, michele da cremona ci presenta questa bella Umberto Dei degli anni '20. un modello lussuoso da viaggio. due freni al cerchio, con leve rovesciate. cerchi 28 3/8, pedali in ferro e dettagli classici della marca! inconfondibili telaio, parafanghi, corona e minuteria tutta.


33 commenti:

romHero ha detto...

vaca boia!diventerà un mio incubo notturno..
ottima bici, ottime finiture, un punto di arrivo per ogni collezionista..
andre

dismarita73 ha detto...

Molto bella, ma negli anni 20 le bici non erano nikelate?

Anonimo ha detto...

Bellissima, un mito !!
Complimenti

Domenico

Anonimo ha detto...

+LUPO90+
bella e rarissimo modello le leve rovesciate anno una certa eleganza ma c,è da dire che non è nicelata ma vedo ha foto ingigantita che è cromata scusa la pignoleria ma è anacronismo a mio parere non offendetevi

P. De Sade ha detto...

Bici stupenda!
come dice andrea, un vero punto di arrivo per tutti gli appassionati... riguardo al dibattito tra cromo o nikel, io dico che è molto probabile che l'abbia rifatta cromata per ovvi motivi pratici... non è assolutamente facile trovare chi fà le nickelature! dalle mie parti è dura trovare pure un cromatore! inoltre se non erro la nikelatura è più delicata della cromatura che è pressocchè eterna...

Stefano 89 ha detto...

Beh devo dire che anche la nichelatura dura, infatti era spesso usata come "fondo" prima della cromatura, comunque la Dei in questione è semplicemente straordinaria, cromata o nichelata che sia!! Complimentissimi!!!!!!

Anonimo ha detto...

Pardon è la nichelatura che "dura" molto di più rispetto alla cromatura se ovviamente sotto vien fatta la ramatura...(non fa riggine)..e cmq son le cromature di oggi che passati un pò d'anni si spelano...una volta non esistevano i problemi "ecologici"(si scaricava sul fosso)..cmq devo solo dire un mio giudizio ORRENDA !! Michele vista la nostra amicizia la posso nascondere nel mio garage....!!!
Bye Zagor

Stefano 89 ha detto...

...furbone!!!! :-)

Anonimo ha detto...

Nickelata e cromata poco importa, stupenda comunque. Finalmente una Dei "essenziale", priva di tutti quelli stucchevoli orpelli della Marca Oro (parafanghi allargati, carter, filetti e controfiletti dorati).

Stefano 89 ha detto...

Beh insomma, io quegli "orpelli" non li butterei via!!! :-)

Zinferlo ha detto...

Mi piace nella sua essenzialità, anche se è cromata e nichelata è un vero pezzo raro!

Cecio ha detto...

Bici stupenda.
E così ora si chiamano orpelli ?!
Si dà il caso che qualcuno da due anni a questa parte,questi orpelli li abbia maneggiati molte volte...a questo punto la mia marca oro,appena pronta la getto nel fosso...che dite ? ;)
Scherzi a parte,ottimo restauro.
Ciao a tutti.

Stefano 89 ha detto...

...dimmi in che fosso che la vengo a prendere!!! ;)

Bilvio ha detto...

Non posso fare altro che unirmi ai complimenti!!
Bellissima!!!

Anonimo ha detto...

Qualità costruttiva a parte, che è indiscutibile, ho definito orpelli (e aggiungo inutili, se non per la vanità) quelli che giustamente per qualcuno sono sacralità. Semplicemente a me piacciono di più le essenziali scarne bici di qualche anno prima (come appunto questa A1, seppur cromata a guisa di giostra). Detto questo, EVVIVA L'ORO ! EVVIVA GLI STUCCHI !

Stefano 89 ha detto...

Beh, mi sembra proprio che i parafanghi con le alette e il carter non fossero "inutili": i primi servivano a fermare gli spruzzi di fango, il carter per non sporcarsi i pantaloni (o la gonna, sulle bici da donna) con la catena... tutto ciò mi se4mbra ovvio...!!
L'unica cosa puramente estetica sono i filetti.....

Anonimo ha detto...

SONO UN COLLEZIONISTA DEI DA TANTI ANNI, MA QUESTA BICI, A ME, NON SEMBRA TUTTA ORIGINALE.
E SOLO UN BUON RIFACIMENTO.
RIGUARDO ALLE NICHELATURE, E' VERO, LA BICI IN QUESTIONE NON DOVREBBE AVERE CROMATURE.

cecio ha detto...

Comunque a me le finezze estetiche piacciono molto,a partire dal colore,per questo spero sempre di trovare bici e accessori particolari e non comuni,li ritengo interessanti variazioni sul tema della bicicletta d'epoca,che spesso si tende a omolagare al clichè della scomoda bici nera,con un'irragiungibile 28 di ruote e con il manubrio "dritto".
Per quanto mi riguarda è bene approfondire le sfumature estetiche e meccaniche,visto che fortunatamente ci sono,valorizzandole,in modo che non vengano perdute ma tramandate.Così la gente un giorno saprà che esistito il parafango bianco,il salvasella,la frenata integrale,il paramanubrio,il portagiornale...
In particolare,per quanto riguarda la Dei,marca sconosciuta ai più(almeno dalle mie parti)quei pochi che l'hanno conosciuta se la ricordano per i parafanghi carenati o per la frenata integrale,oltre che per la eccezionale solidità e scorrevolezza.
Certo,le bici anctiche come queste meritano una notevole attenzione,poichè sono le capostipiti di quasi un secolo di storia ciclistica,ma non dimentichiamoci degli sforzi numerosi compiuti in campo estetico e tecnico da ogni marchio per differenziarsi e allo stesso tempo rimanare competitivo.

Anonimo ha detto...

GUARDA CECIO, CHE TU SAI BENISSIMO CHE LE BICI MEGLIO COSTRUITE SONO STATE LE TAURUS, CHE DI ORPELLI NE AVEVANO POCHISSIMI.GLI "ORPELLI" GLI HANNO MONTATI LE CASE COSTRUTTRICI MOLTO TEMPO DOPO (SELLE, SALVAPALTO',MANOPOLE IN PELLE,ETC), PROPRIO PER ABBELLIRE LE ULTIME CREAZIONI, CHE VALGONO 0.
LA DEI IN QUESTIONE CONTINUO A DIRE CHE DOVREBBE AVERE I PARAFANGHI CON AVVITATURA A MAMMELLE.(C'E' L'HO IO, LA STESSA BICI, ECCO PERCHE' LO DICO).SALUTI
ANGELO

Cecio ha detto...

Il mio riferimento era più generico,rispetto il tuo pensiero ma non lo condivido,almeno per le bici fino alla fine degli anni '50.
Per quanto riguarda le bici odierne,quelle che pateticamente vivono sul nome e sulla luce riflessa di un marchio che in passato è stato grande ma con cui condividono ora solo il nome sono d'accordo con te.
Spesso si vedono bici "stile vintage",come le chiamano gli snob odierni nuove di fabbrica che valgono di per sè meno degli accessori in pelle che forzatamente montano.
La vera qualità e grandazza di un marchio non si misura in base agli accessori che montano le sue bici,cioè agli orpelli,spesso anacronistici perchè montati da qualche inesperto commerciante,che ripeto,vanno comunque salvati al posto giusto,ma bensì sulla base di quei piccoli dettagli meccanici e tecnici che vanno a comporre l'essenza della bici,di cui(qui ti do atto)la Taurus è la massima esponente nel panorama italiano (basti ricordare l'avvitamento delle pedivelle al perno centrale.)
Per quanto riguarda la Dei risulta palese che la sperimentazione sia stata meno accesa negli anni rispetto ad altre marche(forse anche perchè fabbrica di stampo tradizionalista),ma che abbia comunque contribuito a regalarci dei particolari unici,che per questo ce la fanno ricordare ancora oggi.

Anonimo ha detto...

Hai perfettamente ragione, non lo metto in dubbio, io mi riferivo alle bici prodotte oggi.Per esempio, perche'sulla nuova Dei Imperiale, invece di montare manopole in pelle, fanalini in plastica cromati, non rifiniscono meglio i vari manubri (hanno delle saldature ridicole),etc.Ma hai mai visto una nuova Montante lusso che costa 3500,00 €.La Dei si riconosceva dal particolare della freneria, dalla molla posta sotto il parafango aneriore, dalla guarnitura con calotte filettate entrambe a sinistra, dal manubrio codtruito e assemblato in 3 pezzi, dal telaio da 54 (non 56);alcune (la Marca Oro), soprattutto, ma anche la A1 Serie 26 balloncina la A1 bis, la Serie Speciale Baronetto e la extra catalogo B1Manerbio, avevano il mozzo posteriore a perno sfilabile, ed alcune (la A1 Reale 1934)aveva addirittura la guarnitura tipo Taurus con perno a compressione costruita da Gnutti.
Queste sono le Dei, altro che.Angelo

Cecio ha detto...

Sono d'accordissimo con te.Mi va bene che si sfornino bici scadenti per alimentare la storiella romantica di un marchio che in realtà ha chiuso i battenti molti anni fa,ma non mi va bene che la gente ignorante,che ha appena speso 1'500 euro per una bici di plastica con su quattro adesivi,mi venga a dire che la sua "Dei" è meglio della mia imperiale del '50.Il problema è che chi compra lo fa non conoscendo le vere Dei,e chi vende è consapevole di ciò e preferisce sfornare pessime imitazioni,mettendo in giro voci di assemblaggi con parti vecchie di magazzino (che bufala assurda).
Per quel che mi riguarda sarebbe giusto accettare la fine di un marchio,senza tentare forzatamente di riproporre il suo fantasma,peraltro ridicolizzandolo con pezzi di scarsa qualità.I collezionisti questo lo sanno,e preferiscono spendere 3'500 euro per una Dei degli anni '20,piuttosto che per una moderna porcheria.
Scusate lo sfogo,ma in giro,su queste cose,c'è troppa ignoranza.

Anonimo ha detto...

"...alcune (la Marca Oro), soprattutto, ma anche la A1 Serie 26 balloncina la A1 bis, la Serie Speciale Baronetto e la extra catalogo B1Manerbio, avevano il mozzo posteriore a perno sfilabile, ed alcune (la A1 Reale 1934)aveva addirittura la guarnitura tipo Taurus con perno a compressione costruita da Gnutti."

Molto interessante, queste sono cose che non conoscevo fino ad oggi, pensavo che solo ma marca Oro (fino a una certa epoca) avesse il mozzo posteriore sfilabile. Grazie dell'informazione che andrà ad arricchire i miei files Dei.

paracorto

Anonimo ha detto...

...il perno sfilabile volevo dire ovviamente...

paracorto

Anonimo ha detto...

IL PERNO SFILABILE, CHIAMATO FLANGIAVITE, NON E'UN INVENZIONE DI UMBERTO DEI, MA DI ANGELO GATTI(PATRON E FONDATORE DI ATALA)ED E' STATO UTILIZZATO DA MOLTI COSTRUTTORI ITALIANI ED ESTERI (RELAIGH, PATRIA, SOPRATTUTTO).LA MARCA ORO, AVEVA ANCHE IL MANUBRIO A CON MECCANISMO A FUNGO, NEL SENSO CHE, ALL'INTERNO LA MOLLA ERA IN DUE PEZZI ED IL MANUBRIO AVEVA DUE UNICINI DI AGGANCIO, NON UNO COME L'IMPERIALE.
COMUNQUE ESISTE ANCHE L'ATALA IMPERIALE (GATTI) CHE HA ADDIRITTURA LA DOPPIA MANDATA INTEGRALE, CIOE'TIPO DEI MA CON FRENO INTERNO.(22 MODELLI COSTRUITI SOLO NEL 1936).

Anonimo ha detto...

SCUSATE 22 ESEMPLARI, NON MODELLI.ANGELO

Anonimo ha detto...

BRAVO CECIO, COMUNQUE PERCHE' HO VISTO LA TUE BIANCHI E STA DIVENTANDO VERAMENTE OK.CONTINUA COSI', PERCHE' LA PASSIONE PER LA BICI NON E' SOLO FINE A SE STESSA.ANGELO

Anonimo ha detto...

Sì, ho presente il meccanismo di frenatura della marca Oro, avendone smontata e restaurata una del 34 tempo addietro (vedi album flickr:
http://www.flickr.com/photos/paracorto/page3/

paracorto

Anonimo ha detto...

ciao angelo, mi piacerebbe fare 2 chiacchere con te sulle Dei

max modoDEIsta

Anonimo ha detto...

COME BICI D'EPOCA LA MARCA -DEI- FRA I VERI COLLEZIONISTI è LA MARCA MENO COSIDERATA, QUESTA è LA REALTA IL RESTO SONO SOLO CHIACCHERE.

Anonimo ha detto...

Si certo,ed io sono babbo natale...

Anonimo ha detto...

fate un sondaggio fra i più grandi collezionisti d'italia chiedendogli della propria collezione il pezzo più importante che posiedono,2 quello che desidererebbero in futuro possedere , poi fate un elenco del risultato delle risposte, e vediamo quanti diranno U.DEI...
INERENTE HA UNA COLLEZIONE DEI PRIMI 900 AL 1930.

elitbici ha detto...

Ciao ragazzacci!! sapete che cerchi montava la Dei leverovesce del 23?? 28x1/2 forse??