giovedì 7 gennaio 2010

stile

per iniziare il nuovo anno con pedalate di stile. dalle raffinate cure dell'amico cecio, ecco tornare a nuova vita questa Umberto Dei MARCA ORO, del 1940! elegante e prestigiosa



trovate fotografie e dettagli del restauro sull'album di cecio

49 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi piacciono molto le persone che anzichè lasciare sopra un kilo di ruggine si rimboccano le maniche e lavorano con cura per ridare nuova vita a questi catorci. Lo so, occorrono fatica tempo e denaro, ma alla fine è proprio un'altra cosa. Complimenti di cuore a Cecio che a mio modesto parere è uno di quelli (rari) che dimostra sempre grande competenza e attenzione ai dettagli - e come spesso succede sono proprio questi a fare la differenza.

paracorto

Cecio. ha detto...

Voglio ringraziare Marco per aver pubblicato le foto,ma soprattutto per l'essenzialità con cui l'ha fatto;penso che io non sarei riuscito a fare di meglio.
Caro Marco(paracorto),premetto che la mia non vuole essere piaggeria o adulazione,ma permettimi di dire che sono sinceramente lusingato dai tuoi apprezzamenti e che il tuo modo di operare in questo campo,è stato (anche se fino ad ora tacitamente) uno tra i pochi da cui poter prendere spunto.
Grazie a questi spunti ho capito come indirizzare meglio le forze (restauro o conservazione?),dove calcare la mano e dove invece lasciar perdere.

Grazie a tutti,a te in particolare.

Zinferlo ha detto...

Ogni mezzo da te sfornato è una garanzia. Ottima interpretazione e dettagli sopraffini.

Anonimo ha detto...

Troppo buono Cecio, troppo buono, ma adesso chiudiamola qui altrimenti sembriamo due massaie che si fanno i complimenti ai rispettivi nipotini !! Bravo e stop.

paracorto

Cecio. ha detto...

Certamente,ma volevo si sapesse,evitando però sdolcinature da romanzo rosa (questo spiega il mio tono pacato).Se sono emersi elementi sgradevoli me ne scuso ma me ne dispiaccio,non era nelle mie intenzioni...
E' palese che se la discussione dovesse continuare sprofonderebbe sicuramente in pieghe smielate e patetiche.

Vi ringrazio per i commenti,sempre graditi.

Ciao.

Anonimo ha detto...

No no, nessun problema Cecio, il mio tono intendeva essere scherzoso. Alla prossima avventura con piacere !

paracorto

Cecio ha detto...

Perdonami,ma possiedo il difetto (ammesso che lo sia) di prendere le cose troppo sul serio.
Mi perdonino anche tutti gli altri se sto divagando ingiustamente,ma a volte i chiarimenti sono necessari.

Alla prossima !

Phil43 ha detto...

Complimenti Cecio per l'ottimo lavoro che hai fatto: mi puoi per favore dire dove sei riuscito a trovare la decale "Marca Oro".
Grazie
Filippo

Cecio ha detto...

Le ho trovate su internet,ma non ricordo l'indirizzo ! Mi pare vintagetransfers.it ma non ne sono sicuro...

Anonimo ha detto...

Uhh Yeaaa ! Dei le Bici degli Dei ! Si Si eccellente restauro ! davvero bella! Ora però ci vuole una Miss in minigonna che la cavalchi!! E' ?! A quale tua donna la regalerai??
Bye
Zagor

Anonimo ha detto...

ciao
restauro meraviglioso ,bravissimo Cecio, darei un litro di sangue per una bici così, ma voglio lanciare una frecciatina maliziosa,un restauro così totale , non trovate che tolga un pizzico di poesia.....?

franck507

Cecio ha detto...

Ne sono consapevole franck,questo purtroppo è il rischio di ogni lavoro di recupero...
Molto spesso le cose ci affascinano proprio perchè non le conosciamo nella loro completezza e ne ignoriamo gli aspetti che a prima vista non si vedono.
Questa tua osservazione,che può sembrare scomoda (come tu hai fatto notare),in una sede come questa,è in realtà un ottimo spunto di riflessione.
Evitando discorsi troppo lunghi e noiosi mi limito a dire che personalmente i due stereotipi d'azione(restauro e conservazione),non mi appaiono,come altri spesso pensano,due mondi incociliabili.
Per quanto riguarda la poesia,penso che su questa Dei la scelta del colore,la ricerca e la cura dei particolari possano suggerire una qualche risposta.
Non si generino fraintendimenti ma la mia attezione al particolare e al suo inserimento nel generale contesto era proprio finalizzata a cancellare la tecnica freddezza che solitamente traspare da molti restauri,proprio perchè troppo tecnicamente realizzati.

Ciao e grazie per i complimenti.

Anonimo ha detto...

Franck, provocazione per provocazione: ma se tu fossi nato cent'anni orsono avresti ancora ammirato le biciclette che uscivano nuove e lucide di pacca dalle fabbriche di allora, ne avresti ugualmente apprezzato quella raffinata meccanica che oggi ammiri o le avresti snobbate in favore di un calessino scassato del 1800 perchè più poetico ? Intendo dire, se l'obiettivo è maneggiare materiale VOLUTAMENTE antico e usurato, allora vanno bene anche pentole vecchie, grammofoni gracchianti, o qualsiasi altro oggetto senza che questo necessariamente abbia determinate peculiarità. Perchè proprio biciclette ?

paracorto

romHero ha detto...

E qui mi inserisco pure io..
Io una Dei come quella di cecio l'avrei lasciata conservata, dopo pulizia e ingrassata generale, ma non ho nulla da rimproverare per il restauro fatto, anzi: applausi per il sudore e i dindini versati per fare una maeraviglia del genere!
Come dice mio padre, una cosa bella è sempre bella(per sfottermi dei miei restauri conservativi al limite del decente, lui vernicerebbe tutto..).
Ora, tutti contrari alle sbombolettate da mercatino delle pulci, ma lunmgi dal criticare dei restauri cosi ben fatti e impegnativi: i gusti son gusti, c'è chi trova più poetica la rugginella e l'opaco del tempo (come me), c'è chi riporta agli antichi splendori ogni oggetto(bici e non) per il gusto di rivivere quell'epoca.
é una questione di sensazioni: io amo sapere che questo oggetto che ho tra le mani possiede le caratteristiche con cui uscì dalla fabbrica, vernice e cromo etc, ma proprio quelle che videro magari il fascismo, la guerra etc..
Altri le rivivono meglio riproducendole fedelmente con vernici e cromature nuove, ma il risultato non cambia: sempre felicità dovrebbe dare, giusto?
Un ultimo appunto: Un grande colleizonista modenese, che possiede l?Alfa di Nuvolari, fu intervistato da un giornalista.
Questi gli chiese: ma perchè ha venduto migliaia di ettari di terre per questa auto?
Lui rispose: solo per sensazioni, le cose più importanti, per un Uomo.

Andre ciclobacchetta

Cecio ha detto...

Sono d'accordo con voi cari amici...
Ma sarete d'accordo con me quando dico che oggettivamente (per quanto sia labile questo termine) si conserva se c'è qualcosa da conservare(lo dice la parola stessa)...Poi è giusto seguire le proprie sensazioni,questo spiega perchè si recuperino le vecchie biciclette con lavori certosini.
Ma non dimentichiamo che le bici,in origine erano mezzi di trasporto e d'uso e non oggetti da collezione.
Io stesso non ho nulla contro i conservati,che se riescono a valorizzare una bici già in buone condizioni valgono di più di qualsiasi altro lavoro.
Nella mia modesta collezione c'è per ora un rapporto equilibrato conservato-restaurato.
In entrambi i casi le bici sono state smontate totalmente,vite per vite e non so quale dei due modi di lavorare sia meno impegnativo tra i due.

Paolo ha detto...

A mio modesto parere dico che non si può pretendere di essere detentori di una metodica assoluta e universale... il mondo dei restauri e del collezionismo è variopinto e sfaccettato. Ognuno di noi, armato di grande passione, tende ad eseguire il tipo di restauro che più gli scatena sensazioni! Ci sono molte variabili: soldi, tempo, abilità, gusto personale, ecc...
Ogni tipo di restauro ha subito una propria impronta personale, come un marchio di fabbica, dopo tanto che ci si conosce tra noi sarebbe perfino possibile risalire al collezionista in base al tipo di restauro eseguito sulla bici tanto quest'ultima è stata "adattata" ai propri gusti personali in base alla manualità imparata sul campo!
Oltre all'ovvietà di un taroccamento e rimaneggiamento grossolano e becero di una bici, a mio avviso ci sono altri atteggiamenti criticabili nel mondo del restauro, ad esempio mi farebbe più piacere sapere che molti dei restauri elogiati sul web siano frutto di olio di gomito, sudore, errori, studio e comprensione sul ferro arrugginito piuttosto che delegare il 90% del lavoro al ciclomeccanico e al cromatore. Mi farebbe più piacere vedere i nuovi appassionati sbattere la testa contro gli errori che ti fanno crescere ed imparare su una vecchia carretta da 5€, magari ereditata dal nonno, piuttosto che ricercare a tutti i costi una Gloria o una Maino, per il gusto di possederla ed esibirla come trofeo di caccia e poi non sapere minimamente come si rimonta la molla del freno a bacchetta posteriore.

..per cui lode a Cecio e ai sui ammirabili e invidiabili capolavori! lode ad Andrea ed ai sui unti, ma filantissimi conservati! Lode a tutti gli appassionati che per amore delle bici si sono fatti il mazzo in bottega al freddo, tra la ruggine ed il tetano, che hanno studiato sui documenti. nella storia. sulle foto, hanno visto, toccato, rotto, e immagazzinato nel cervelletto...

Lode a tutti... basta che ci sia passione e sudore !

P.De Sade with Love

Anonimo ha detto...

vedo che ho mosso un pochino gli animi.....
bella discussione ragazzi !!

franck507

Cecio ha detto...

Capisco Paolo,hai perfettamente ragione.
Permettimi di aggiungere una mia ulteriore considerazione :
I mascalzoni ci sono sempre,in ogni luogo.
Per quanto mi riguarda,in questi tre anni di bici ne ho viste molte,ma soprattutto ciarlatani.
Non mi riferisco a nessuno di voi,ma non sopporto chi accumula quintali di materiale senza averlo mai nemmeno pulito,spacciandolo per "conservato" o chi invece delega il lavoro sporco a dei terzi profumatamente pagati e poi li spaccia per propri,non sapendo però un tubo di niente.
Per quanto riguarda il sottoscritto le bici le smonta personalmente,con l'eventuale ausilio di un meccanico per chiavi che non possiede,i telai li svernicia a mano con il solo aiuto della carta vetrata e le parti bianche prima di portarle al cromatore vengono accuratamente smontate e sgrassate.
Questo non per vantarmi,ma per descrivere un lavoro che non si vede nelle foto,ma è quello che al termine di tutto,a mio parere,fà la differenza !

Anonimo ha detto...

Alcuni aspetti per me rilevanti in questa (amabile) discussione:

1) stiamo pur sempre parlando di mezzi di trasporto

2) mai visto un mezzo di trasporto vintage e di valore, ancorchè conservato, meramente ripulito con cencino e gasolio, nella mente ho sempre immagini di vernici traslucide e cromature impeccabili

3) il restauro perfetto - o ideale se preferite - non esiste, se non nella mente malata di qualcuno. Il restauratore/conservatore è SEMPRE costretto a venire a compromessi e la sua maggiore o minore qualità la si evince dall'armonia del risultato finale. Questo per chiarire che la mia non vuole essere ricetta univoca e indiscutibile, ma che trovo altrettanto insensati coloro che sempre e comunque chiedono di non toccare la bici se non con un vello di cachemire

4) se non si smonta e si riassembla la bici personalmente dopo gli opportuni lavori - qualunque essi siano - non si capirà mai la sua essenza. Forse la poesia, ma la trama mai.

Tutto questo non è rivolto ad Andrea, sia chiaro, ma chi vuol capire capirà (se vorrà e se potrà)

paracorto

Anonimo ha detto...

Dimenticavo, oltre alle categorie indicate da Andrea c'è anche chi ha la fissazione di ridare dignità a veicoli che l'hanno vista calpestata. Riconosco peraltro che trattasi ugualmente di pericolosa patologia.

paracorto

P. De Sade ha detto...

Marco, scusa, non ho colto questo tuo ultimo passaggio... spiegati meglio...

Anonimo ha detto...

Beh visto la serietà e l'animosità dei commenti volevo dire che alla fine il denominatore comune per tutti i "restauratori/conservatori" è la "vecchia","scalcagnata", "rovinata" bicicletta, rinvenuta, trovata o pagata ma successivamente riportata al movimento suo d'origine. Secondo me certe volte si posson effettuare dei restauri conservativi altre volte non si può. Poi è difficile dare una valutazione esatta su una determinata bicicletta se non si hanno un riferimenti cartolari od oggettivi incontrovertibili, ed entrare in un "terreno molle" come quello del giudicare i lavori (restauri) fatti o no dalla persona proprietaria della bici può portare a scontri inutili tra noi appassionati. E' molto apprezzabile il fatto che persone come Cecio si espongano a far vedere la bici come era e successivamente come è divenuta!
A Cecio secondo me, gli si deve dar la patente di BICICLARO VELOCIPEDISTA !
Hasta Luego
Zagor

Anonimo ha detto...

Intendevo che possono esserci altre motivazioni "sentimentali" che spingono al restauro, tese a ridare appunto dignità di veicolo a biciclette che loro malgrado l'hanno persa e che malinconicamente appassiscono da decenni.

Mi associo a Zagor, patente di BICICLARO VELOCIPEDISTA D.O.C. per Cecio !

paracorto

Paolo ha detto...

Marco, non sono pienamente d'accordo con te... per esperienza personale e per ciò che spesso ho potuto vedere e sentire, molti appassionati si sono affacciati a questo mondo proprio per motivi "sentimentali", spinti magari dalla voglia di far tornare a nuova vita la vecchia bici del nonno o del padre... non vale un piffero? chissenefrega! non varrà nulla per gli altri, ma forse vale molto per se stessi. Sono convinto che sia un'ottima "nave scuola" il recupero delle vecchie bici di famiglia, qui mi riallaccio al mio discorso precedente. Meglio partire con queste miserabili bici che cercare a tutti i costi la bici che merita, quella la si può cercare con calma e con cognizione di causa.

..poi se tu parli di chi si ostina a perdere tempo, sempre e solo su vecchie ciofeche da cassonetto, questo è un altro discorso.

P.De Sade

Cecio ha detto...

Grazie signori.
Troppo buoni !
Questa è una cosa che non ho mai detto a nessuno,ma la mia passione per le vecchie bici è nata pochi anni fa e per puro caso...la prima bici che ho recuperato appunto per caso era casualmente una Bianchi,di cui fino ad allora non sapevo nulla di nulla,nemmeno che avesse i freni a bacchetta;me lo disse mio padre !
L'unico motivo per cui la salvai dal macero fu per l'attrazione inconsapevole che suscitò in me e non di certo perchè aveva 50 anni ed era una Bianchi.
Successivamente i miei nonni mi dissero che quella bici ricordava loro quelle dei loro padri,che erano rimaste in famiglia per molti anni ma infine andate perdute e di cui ovviamente io non avevo mai saputo nulla...
Alle volte una passione può nascere per caso...

Anonimo ha detto...

Paolo, dove mai ho detto o scritto che la loro passione non vale un piffero ? La discussione verteva sul dualismo restauro/conservazione e le motivazioni - mi pare siamo tutti concordi su questo punto - sono tutte legittime. Altra cosa è determinare la reale profondità e sincerità di queste motivazioni perchè più di una volta mi è parso che quella delle bici R sia divenuta una moda e che taluni "appassionati" abbiano solo voglia di possedere senza perdere un solo minuto del loro tempo in studio e pratica. Saranno anche questi effetti collaterali della legge Biagi ???

paracorto

Anonimo ha detto...

Come dicevo prima , bella discussione, ci ha portato ad esprimere i nostri punti di vista su restauro o conservazione.
per quanto mi riguarda il commento che ho fatto non intendeva sminuire il lavoro di Cecio. Anzi.. dato per certo che entrambe le scelte hanno pari dignità se opportunamente ponderate, un lavoro del genere portando ad un risultato eccezionale( in effetti la bici è diventata la sublimazione di una DEI ,molto più bella di quando venne costruita )mi mette in soggezione !!
io una bici così la terrei in una teca ,avrei paura di rovinarla usandola !!
Ma sicuramente,Cecio ,se potessi, farei anch'io un lavoro del genere........
franck507

Paolo ha detto...

Marco, non vale un piffero l'ipotetica bici del nonno ! Non la passione! ;-)

p. de sade

Anonimo ha detto...

Paolo, ripeto che non capisco dove tu abbia trovato quella mia frase. Se hai creduto di leggere fra le righe hai sbagliato perchè in nessun modo volevo dire una roba del genere. Se hai creduto di leggerlo in questo mio post
"Dimenticavo, oltre alle categorie indicate da Andrea c'è anche chi ha la fissazione di ridare dignità a veicoli che l'hanno vista calpestata. Riconosco peraltro che trattasi ugualmente di pericolosa patologia."
preciso che in quel caso mi riferivo a individui come me, ugualmente malati ma a causa di una mutazione del virus...

paracorto

Jim ha detto...

Ciao sono Jim...

Innanzitutto sono preso benissimo, perché non si commenta così tanto e bene un post di Marco (Mayno) dall'82.

Poi volevo aggiungere il mio personale parere alla discussione senza perdermi in discorsi patologici (che parlando di bici mi riescon facili)

A me lo "stile" di Cecio piace un sacco.
Io difficilmente mi metterei a fare un lavoro così (anche se sò come si fa, per intenderci)...è che non m'interessa, o meglio non è il mio "stile".
Cecio è molto bravo a mio avviso...poca roba, fatta bene e lasciando che siano i risultati a parlare.

A me chi ragiona così piace,
conseguentemente le sue bici, i suoi lavori.

C'è poi chi ha un altro stile...così su due piedi mi viene in mente la Ariston 1896 che ha appena completato Domenico e che spero di vedere presto su questo blogz....

Quell'Ariston pur non avendo una verniciatura nuova (sembra più una storia di grafite etc), decals o quant'altro; spacca perché Domenico l'ha sentita quella bici lì...e si vede...punto.

In conclusione

a me piace tutto
piace chi ha tanto e non capisce un granché
chi ha tanto e capisce
mi piace chi conserva (oh yeah!)
mi piace chi rivernicia a forno e poi ri-croma
mi piace chi non tocca niente...se ne vale la pena...e lascia la storia lì...così...(oh yeaaaah!)
Mi piace chi ha 2 bici del'60 ma segue la scena del restauro e del collezionismo...
Mi piace chi lavora in casa,
chi ha l'officina
chi è pro
chi no
chi ha le bici anche a casa di uno zio alla lontana della sua ormai ex fidanzata (oh yeaaaaaaaah!)

Insomma...mi piace soprattutto che siamo in tant...un bel nicchione...

Bravo Cecio!

Bella a tutti e...
continuate così...tutti...ognuno col suo stilo...

Anonimo ha detto...

E dato che Jim ha citato Domenico (sottoscrivo l'apprezzamento per come ha trattato l'Ariston) io allora cito Zagor/Albert che quando non restaura completamente presenta dei lavori di bellezza fantascientifica (vedi la sua ultima SIAMT 1924). Il che sta anche a significare che per me il restauro totale non è obbligatorio - anzi ! - ma che in quei casi è meglio avere qualcosa di interessante da dire in alternativa, come appunto nei casi citati. Jim sostiene che ogni stile va bene, e chi sarei io per dire il contrario ...? Ma trovo che se uno dimostra di non restare immobile e cerca di anelare sempre al meglio, la cosa sia molto più gradevole.

paracorto

Massy ha detto...

tutti questi lavori sono interpretazioni. sono interpretazioni perchè dal momento che aggiongiamo un campanello, la personifichiamo, la bici. sono interpretazioni perchè mettiamo del nostro, della nostra personalità, del nostro gusto, della nostra storia, sulla bici. questo è reinterpretare e non c'è modo giusto o modo sbagliato. solo una cosa non bisogna dimenticarla mai, la coerenza, sulle bici come in tutto il resto.
questo è solo il mio pensiero.
complimenti a tutti.

bravomerlo

Anonimo ha detto...

Giusto bravomerlo, giustissimo. Ma vedi che anche tu così dicendo ritieni naturale che vi sia un qualche intervento sulla bici, piccolo, medio o radicale che sia. Quello che al contrario trovo poco significativa è l'assoluta mancanza di una qualche azione. Come dire, così l'ho trovata e così ha da restare. Allora la si poteva lasciare anche là dov'era.

paracorto

Anonimo ha detto...

... e concludo il concetto dicendo che dopo 30 e passa post si ritorna al punto di partenza: è sempre autentica passione o volgare desiderio di possesso ?

paracorto

Jim ha detto...

Non può esservi autentica passione senza desiderio di possesso...questo ce lo insegnano bene le donne.

Anonimo ha detto...

Se la passione va a braccetto con il desiderio di possesso trovo l'equazione ragionevole. A patto che il desiderio di possesso non sia condizione sine qua non, nel qual caso i miei cromosomi non rispondono.

paracorto

romHero ha detto...

Mi reinserisco nella querelle.
Trovo eccessivo dire "così l'ho trovata, così' la lascio".
Non ho mai visto nessuno, se non i bottegai venditori, che prendono la bici dalla discarica o dal fienile, e la presentano al mondo come viene per guadagnare due eurini.
Mancanza di intervento del genere vale in pochi casi(esempio la mia Frejus verde del ciabattino, oppure una Wolsit recentemente trovata e sempre mantenuta, mi ha fatto innamorare!).
Tutti almeno le puliamo, , alcuni come me le smontano tutte, camere d'aria e copertoni buoni, via la ruggine dove le cromature sono ancora belle.
Grasso e olio dove serve.
Un bel fanale e una bella dinamo, la gemma, una sella migliore.
Perchè no?
Tutti interveniamo.
Intervento è anche solo il toglierla dall'umido e metterla all'asciutto, spolverarla .
Sono intervenuto perchè come dice Paracorto si torna al punto di partenza: non esiste una linea di pensiero unica e mai esisterà.
Anche io mi associo a Jim, e apprezzo tutti i tipi di intervento, senza critica ad alcuno.
Gioisco a vedere qualsisi tipo di bici, dopo qualunque tipo di restauro.
Anche una graziella Leri ripristinata dal 13enne che la usa ad andare alle medie.
Sorrido di gioia quando qualcuno mi chiede consiglio per il suo primo intervento, umilmente mi accosto al grande collezionista per apprendere.
Sempre mi attengo però alla mia massima, cioè cercare la felicità e il benessere: se a te fa stare bene fare una bici nuova da capo a piedi falla!
Se, mio caso, ti piace vedere l'olio e l'unto sul ferro divenuto opaco, mettilo!
E qui mi fermo.
La mandrognina attende l'ultima registrata prima del collaudo.
Buoni restauri a tutti e ..be happy!

Anonimo ha detto...

Capisco. E allora citiamo pure il joker: "se proprio devi andare... va' col sorriso !"

paracorto

romHero ha detto...

Tutti dobbiamo andare caro paracorto.
Io come te.
Siccome in un mio post spiegavo il principio esistenzialista che sta alla base delle mie scelte di vita, tra cui il restauro,concepisco appunto il piacere legato al lavorare su bici e motociclette(tra le altre cose) come ad un modo per affrontare l'inevitabile nulla che ci circonda, in ultima analisi una sorta di horror vacui che tutti siam costretti ad affrontare.
Una specie di Umanismo, a metà tra il primo Sartre e Heidegger, poco totalizzante e molto egocentrato, semprechè non distonico nei riguardi di alcuno.
Ruggine permettendo.

Anonimo ha detto...

Qui sul muro di fronte a me ho una gigantografia, una foto in B/N di Robert Doisneau piuttosto famosa (credo sia del '47) e che ritrae una macchina antica con sei giovinetti svaccati dentro parcheggiata dinanzi al TABOU. Tu saprai senz'altro che quella foto rappresenta un ben preciso manifesto e sono certo allora che ti piacerebbe.

a bientot
paracorto

Anonimo ha detto...

Non vi posso lasciar soli che vi incendiante .....siam tutti appassionati .....golosi di ruggine e vecchie "signore" a due ruote ora visto l'acredine crescente sarebbe opportuno organizzare un Raduno di bici d'epoca di qualsiasi specie Restaurate e/o Conservate perconoscerci tutti e scambiarci in tranquillità i nostri pensieri che alla fine della solfa son tutti uguali siam tutti appassionati magari in alcune sfaccettature in maniera diversa ma sempre appassionati di BICI d'Epoca !!! Ferrara 30/31 gennaio Mostra scambio???
Un Saluto a tutti ed in particolare al vecchio Jim "er marpione della Mole"! ed a Bravomerlo and Paracorto e anche a Paolo da Fe che so che legge ma si astiene dai commenti!!
Bye
Zagor

Anonimo ha detto...

Io non vedo acredine, semmai qualche punzecchiatura del tutto innocua per dei vecchi randagi navigati. A me piace molto scrivere e quando gli interlocutori sono di qualità la dialettica è un vero piacere.
Ma forse hai ragione, Paolo da FE è il più disincantato di tutti, osserva medita e - ne sono certo - sorride sotto i baffi !

paracorto

Anonimo ha detto...

ih ih ih ....è il Rommel dei Biciclari !!
Volevo solo buttar acqua sul fuoco...
Notte paracorto
Zagor

romHero ha detto...

Paracorto: carina la foto e ..il Tabou!vecchia tana del buon Vian, che io amo alla follia, anche se la foto preferita di Doisneau è sempre il bacio(nonostante la rivelazione recente della montatura..)
Sono un romantico!
Eppoi condivido, non v'è acredine alcuna, anzi quando il dialogo tocca certi temi a certi livelli, è godurioso portarlo avanti sapendo di ricevere risposta pertinente!
Per tutti: Ferrara è lontana, ma se il 31 non nevica ci sarò!
E per i raduni..ovvio che la bacchettata di Primavera si farà, più lunga e spero più numerosa delle volte passate: tutti invitati sin da ora!
Ad majora!
Andre

Anonimo ha detto...

Ne ero certo e sono lieto che anche tu la pensi così, ma quale acredine e acredine !
Se in occasione della bacchettata di Primavera avrò in garage una sola bicicletta (il che non è detto conoscendomi) parteciperei volentieri a quella che ho letto essere una bella scampagnata IN PIANURA.
Hai visto la foto di Doisneau "Le Vélo di Tati" su flickr ?

paracorto

romHero ha detto...

Se non ne avrai in garage, un centinaio bundoso ne avrò sempre io.. una buona scelta !
Si si, pianura, la salita non fa per me..son ciclista della piana!
vai a vedere la soluzione dell'indovinello e dimmi..tenutario del Gran sapere Gloria^^

Anonimo ha detto...

Ti ringrazio, ma se dico di venire vedrai che le trovo, le trovo le bici - magari le vendo il giorno dopo, ma questo è un dettaglio che importa poco. Piuttosto, esiste già una data di massima ?

paracorto

romHero ha detto...

Direi intorno alla metà di Marzo -inizio Aprile..ora che me lo ricordi, vale la pena buttare giù una data di massima, nei prossimi giorni..

Paolo ha detto...

A disposizione per l'organizzazione, come sempre, anche per eventuale logo !
..speriamo nel tempo favorevole, mica come l'anno scorso !:-(

P.Desade