lunedì 4 luglio 2016

Anonima ultracentenaria

Grazie ad Andrea, che ci presenta questo suo ritrovamento e restauro: bicicletta molto antica, probabilmente del primo decennio del '900, giunta fino ai tempi attuali tra modifiche ed aggiustamenti funzionali. Materiale resistente!













12 commenti:

Andrew ha detto...

Davvero un peccato non aver operato un serio restauro conservativo di questa bella bici .E' raro trovare bici così vecchie e ben conservate e questi "restailing" di gusto discutibile, mi fanno davvero male: piuttosto vengano fatti su vecchi telai nudi , ma non sacrificando ciò che i tanti anni e gli uomini hanno risparmiato!

Alessandro Bonazzoli ha detto...
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Alessandro Bonazzoli ha detto...

Ho seguito da vicino il restauro di questa bellissima bici (a cui le foto purtroppo non rendono giustizia fino in fondo) e posso assicurare che ciò era possibile salvare e stato pulito, ripristinato e rimesso al suo posto ed è stato tolto solo quello che era palesemente non originale ( parafanghi, manubrio ecc. ecc ). Abbiamo "scomodato" persone e/o gruppi di restauratori di bici d'epoca Italiani, del Sud America, dell'India, di Francia e Inghilterra ... compreso l'oldbike museum ma, nonostante il telaio presenti il suo n° di serie e diverse peculiarità, nessuno di questi è riuscito a darci informazioni sufficienti per poter eseguire "un serio restailing", si è quindi deciso di concludere seguendo il gusto e l'intuizione dell'attuale padrone. Che poi il risultato piaccia o meno questo sta al gusto del singolo.

Andrew ha detto...

giusto per spirito critico, senza polemica se non quella costruttiva: in base a cosa si è deciso che quel manubrio non era il suo? e quel freno posteriore, esisteva davvero o è stato inventato ora? se avete documentazione che comprovi che questa bici nasceva in questa configurazione resto disponibile a ricredermi su quanto scritto sopra...

Andrea Merlo ha detto...

Il manubrio che montava era un roller privo di una leva (lo si vede abbastanza bene nella seconda foto).
Questo è stato modificato per poter utilizzare il freno posteriore fascettato che sicuramente non era di questa bicicletta in quanto se si osserva la foto della testa della forcella restaurata si nota una vistosa saldatura in ottone che copre il foro filettato dove probabilmente veniva montato un freno tampone o a filo e i fermi del freno stesso non si adattano alla forma del telaio.
Lo stesso discorso vale per il freno posteriore...predisposto per un attacco sul telaio sottosella ma non presente (o forse montava un contropedale).
Il parafango posteriore era assemblato con due pezzi di anteriori e leggermente diverso dall'anteriore presente.
Oggi la leva del freno l'ho aggiunta io...chiaro...vista su una moto dei primi 900 e piaciuta...
Guarnitura sicuramente non originale e adattata.
Insomma un agglomerato di modifiche che il tempo e l'usura hanno richiesto...
Certo, non puo' piacere a tutti la mia bicicletta...
grazie comunque
Andrea

Spino ha detto...

Sono tutti componenti fascettati, li puoi smontare quando vuoi e sostiturli senza alcun problema. La bicicletta è stata presentata come "modificata e funzionale", non come bicicletta completamente originale e perfetta in ogni sua parte.. Complimenti al restauratore che ha recuperato la macchina e la resa funzionale salvandola da morte certa.. Per le ricerche sull' originalità c'è sempre tempo.. Di bici pasticciate se ne vedono tante.. Tutto pane fresco per gli appassionati che si divertono a cercare i pezzi originali da sostituire.. Bella bici, ancora complimenti! Paolo

Andrea Merlo ha detto...

Grazie Paolo.
Le tue parole mi rendono felice...
Ti assicuro che ogni singola vite è stata pulita e rimontata...
Probabilmente se avessi tenuto tutto come al ritrovamento qualcuno si sarebbe comunque accorto di parti non originali e lo avrebbe fatto notare...
Comunque ne sono fiero e sono fiero anche del fatto che piaccia anche a te!
Grazie
Andrea

Spino ha detto...

Non è detto che un giorno si riesca a risalire anche al suo nome..

devis bolo ha detto...

Te lo dico io il nome,prima di fare sciocchezze simili sarebbe bastato mettere in moto la testa,ERA una Triumph,versione economica ma comunque originale,
Serve uno sforzo immane per immaginarsi quella bici come non originale,e credere di migliorarla conciandola in questa maniera,defecando sulla storia.
..fortuna non avete trovato un dipinto di Da Vinci.

Alessandro Bonazzoli ha detto...

Saresti in grado di produrre della documentazione oltre degli insulti gratuiti? Essere sicuri che sia una Triumph solo perché lo scrivi tu è un po' poco...

Spino ha detto...

Resto dell' idea che "rovinare" significa: tagliare, verniciare, molare ecc.. Applicare a proprio gusto dei componenti che sicuramente non sono originali ( e questo lo dice lo stesso proprietario) non credo che costituisca reato e tanto meno meriti dei toni così "accessi". La bici è stata pubblicata per ammirarne le particolarità , non per creare discussioni da maleducati.

Andrea Merlo ha detto...

Non so cosa ti spinga ad essere così volgare ed irrispettoso nei confronti del lavoro degli altri...forse ti manca qualche nozione nell'educazione...mi spiace...
Per tua informazione: Mi sono rivolto direttamente al museo Triumph il quale mi ha assicurato non essere un Triumph. Qualche blog mi ha suggerito biciclette francesi visto il tipo di tendi catena...
Posso essere non esperto in materia ed i blog servono per creare un gruppo di appassionati di vario genere che condividono, consigliano e incoraggiano nei loro restauri (e credo che questo blog sia nato per questo), quindi se in futuro pensi di rispondere ancora è sufficiente che tu scriva che non condividi le scelte fatte e che magari avresti optato per... senza essere sgarbato con chi comunque un impegno nel fare ciò che ha fatto ce lo ha messo. Magari il mio lavoro non ti piace ed è anche comprensibile e lo accetto, ma visto che è mia...a me piace.
Grazie comunque per aver osservato "così attentamente" le mie foto nonostante il tuo disprezzo.
Andrea