lunedì 7 febbraio 2011

Maino 1923

continua a correre! improbabile il colore, invece. possibile. già mi sono affezionato. forse non ci crederete, ma ho incontrato questa bicicletta circolare per le strade. non così esattamente. manubrio escluso, s'intende. ed altro allestimento. proprio non vuol smettere di andare questa Maino!

manubrio italiano Ambrosio, in ferro! per l'occasione. dagli anni '20, con una patina di ruggine e nichel vecchio che mi vien di accarezzare

s'intravede una vernice color d'argento, che ricorda il grigio Maino, più metallico. magari è posticcio pure questo, di colore. vedremo. dettagli costruttivi antichi, per il telaio, rispetto a quel che mostreranno in anni successivi le corsaiole della casa. d'avanguardia. non che questa bicicletta fosse magra di vittorie! l'impostazione allungata la rende morbida su strada e veloce contro il tempo

ruote 28 5/8, con "giroruota" da catalogo. ora monta mozzi dell'FB a 36 fori, più recenti, aggiornati agli anni '30. pignone fisso da un lato, ruota libera dall'altro e fattela bastare!

forcellini tipici per "giroruota" degli anni '20 e galletti per l'agevole smontaggio delle ruote. particolari sono i parafanghi, all'epoca in dotazione anche sulle biciclette da corsa. stretti e leggeri, con astine filettate al termine d'innesto sul telaio, anch'esse vincolate con dadi a galletto. per uno sgancio rapido. non sempre erano necessari oppure obbligatori nelle corse. freni Universal degli anni '30, a mensola, con molla centrale, ce la mostrano un poco più moderna! in sostituzione di Bowden a fascetta. la tengo un po' così, rossa e unta, come giunta dalla sua età antica. appesa nella soffitta dell'officina, come mi piace immaginarla. dalla disponibilità di nicola che, ignaro della storia di tal ferro, se la pedalava lieto tutti i giorni. grazie moltissimo, che hai traghettato questa meraviglia del passato!

particolare il movimento centrale, probabilmente sortito da una pregiata riparazione, per conservare questo importante attrezzo. dal lato destro, la scatola presenta uno spessore, forse saldato che, con filettaura contraria, accoglie una calotta a passo inglese, di diametro inferiore rispetto all'altra. forse a rimediare ad un filetto italiano consumato? non vi dico i tentativi di morsa e cannello, e danni alle mani, prima di scoprire l'artefatto!


6 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti....questa bici è meravigliosa!!!

Goretex972

Anonimo ha detto...

ciao,è stupenda.....complimenti!!!!!
però secondo me non è la tipo G del 23 perchè la tipo G aveva il fermapompa saldato al telaio....complimenti vivissimi è fantastica!!

mayno ha detto...

Non lo so con certezza, perchè non ho documenti del 1923. Che modello potrebbe dunque essere? Sul catalogo del 1922, che non riesco ad ingrandire più di tanto, il Tipo 1 H ha il ferma-poma sulla parte posteriore del tubo sotto-sella, mentre il Tipo G anteriore. In più non riesco a vedere se i forcellini del Tipo 1 H sono uguali al Tipo G..

libks ha detto...

PIACE!!

Anonimo ha detto...

ciao,intanto complimenti per la bici...è fantastica!
i forcellini del tipo G sono leggermente differenti da questi....hanno 2 specie di spigolini rispetto a questi che sono completamente rotondi..
Livio da cento

bellapedivella ha detto...

grazie mayno, sempre grazie
altro che sanremo!