domenica 16 dicembre 2012

Wolsit del 1933

da davide, bicicletta Wolsit dell'anno 1933. telaio n.T5990. modello? ruote 28 3/8 con 40/32 fori. sostituito il cerchio posteriore. manca solo più il codino. di una scorrevolezza unica!









6 commenti:

Anonimo ha detto...

dopo una spazzolatura così "a fondo" giova proteggerla per evitare che arrugginisca velocemente (ovatrol, cera, ecc magari con sotto un trattamento)
Biagio52

Anonimo ha detto...

ad un primo, superficiale, sguardo direi che il sistema frenante (bacchette e cavallotti) sono posticci, ai tempi erano molto più sottili sia le bacchette, che più esili i terminali, i cavallotti avevano una geometria diversa. il manubrio è una bella schifezza posticcia, almeno così sembra. la ghiera che stringe la callotta sinistra del movimento è moderna. i tendicatena idem. bisogna documentarsi prima di farsi pubblicare le foto.
complimenti per la lucidatura ottenuta con mezzi meccanici....
davide comunque non ci vuole niente a dire che certe parti sono state sostituite (anche se non da te da altri, le bici si usano le parti si cambiano) piuttosto che trattarle come originali.
saluti

davidebersan ha detto...

Caro amico anonimo grazie per le critiche devo dirti che la bici è stata trattata non con mezzi meccanici ma semplicemente con le mie mani, tanta paglietta 0 , tanto wd40 e un po' di pasta cromar . Finirò poi con della cera liquida. Dimenticavo, le bacchette i cavallotti sembra che siano stati cambiati e pure uguali anche sul modello donna presentato da Luca . Che coincidenza ! Saluti

Daniele Vallisa ha detto...

alla innumerevole tribù dei COMMENTATORI ARROGANTI CRITICATORI ANONIMI spero un giorno
di vedere pubblicate le vostre e uniche biciclette originali esistenti
al mondo cosi che noi poveri gratta ruggine possiamo imparare dalle vostre gesta BRAVO DAVIDE personalmente la bici penso sia molto più originale dei soliti commenti

Anonimo ha detto...

non ti incazzare a priori, verifica la cosa, e poi rispondi. anche il perno centrale probabilmente non è il suo...saluti a te sniffatore di minio.

Anonimo ha detto...

Ma uno non è libero di fare quello che vuole?!
Tutti professori!
Chi preserva le bici,non le rovina,anzi le prepara eventualmente per un restauro totale un domani.
I gusti son gusti!
Ormai sembra che siano tutti dei catologhi viventi,non riconoscendo che avolte le biciclette da catologo non esistono,soprattutto dal 37 al finire della guerra.
Credo che chi ha fatto quessto l'avoro ha messo pazzienza e amore e merita questa bicicletta.
Saluti