sabato 8 giugno 2013

Gregoris 1951

grazie a domenico, bella bicicletta Gregoris del 1951. 
La data è incisa sul canotto del manubrio. Presi questa bici un paio di anni fa per smontarla completamente e farne ricambi. Mi costò poco e come era piena di ruggine presi quella decisione. Me la scaricarono in uno scatolone con nastro da imballaggio. Non la aprii e la accatastai con le altre vecchie. Dopo mesi, passando da quelle parti del garage, strappai un po' il cartone ricordandomi di dover smontare quell'ammasso di ruggine. Dallo strappo vidi la parte anteriore con lo stemma che appena si individuava e mi ricordo che pensai: "le manca la bacchetta del freno anteriore". Vabbè tanto questa va smontata tutta per ricambi. Passano altri mesi e mi decido ad aprire il cartone. La tiro fuori e la piazzo sul cavalletto. "La sella è buona, San Marco. La posso riutilizzare di sicuro". Un altro sguardo sul davanti e ....."ma non le manca la bacchetta del freno!!!!! E' interna !!!". La lascio sul cavalletto altre settimane senza toccarla, ma già l'idea di distruggerla comincia a vacillare. La riempio di svitol su ogni bullone e comincio a svitare. "quasi quasi la rimetto in strada...mah!!" I lavori proseguono lenti causa mancanza tempo. La serie sterzo è marchiata Gregoris. I mozzi Gnutti sono marchiati Gregoris. I pedali sono marchiati Gregoris. Il carter è marchiato Gregoris. In rete nessuna notizia, solo un ex ciclista friulano dei primi del '900, Giuseppe Gregoris. La curiosità aumenta e quindi scatta la decisione di conservarla. La ruggine è tanta ed in un paio di punti i cerchi ne sono stati attraversati, però dovrebbero tenere ancora.. Ripulita e rimontata è tornata a camminare. Ha visto la morte in faccia. Il manubrio è storto verso la mano destra, il gruppo luce non ce l'ha, ma penso sia già contenta così. Ottimo lavoro di conservazione!






1 commento:

Giorgio Eva ha detto...

..ottimo lavoro !!!
le hai giustamente donato una seconda vita..
questo va apprezzato nel recupero di questi gioielli bistrattati e deturpati da chi non ha rispetto dei nostri cicloartigiani...

complimenti e grazie..