lunedì 4 febbraio 2013

SUPER degli anni '30

e per restare in tema di marchi minori, mai famosi e quasi dimenticati. bicicletta balloncina di marca B.G. SUPER! ritrovata a Torino la scorsa settimana, dal nipote del proprietario, così come la vedete. come se il tempo si fosse fermato o anche come se l'abbiano usata veramente poco. in compenso, sperando che comunque in alternativa andassero a piedi e non con l'autovettura, l'han conservata bene! mozzi con oliatore e pedivelle marchiati SUPER. sella in cuoio imbottita Elios, manopole in corno, gruppo luce Dansi. bella anche la memoria dei cerchi filettati di rosso!
 
 

domenica 3 febbraio 2013

sportiva degli anni '30

nel presentarvi l'ultima arrivata in officina, pubblico una lettera pervenuta da un amico appassionato di biciclette d'epoca, con alcune considerazioni sul collezionismo.
leggerissima bicicletta sportiva degli anni '30, con telaio a congiunzioni sottili ed una colorazione discretamente conservata che ricorda le Beltramo. cerchi in alluminio Vincar tipo corsa su strada per gomme smontabili, mozzi SIAMT in ferro con posteriore giroruota. cambio di velocità Regina Extra, pedivelle S.A.G. Super Sport e pedali F.O.M. in alluminio, manubrio in alluminio SILUS Gran Lusso con leve rovesciate e manopole in corno, sella in cuoio a molle Eterna, maniglia saltafossi in alluminio, freni Universal Sport F.P.M. a mensola in ferro e ultimi, ma non per pregio, parafanghi in legno!
 

Osservazioni sul collezionismo delle bici d’epoca

Rilevo dalle descrizioni e dalle foto pubblicate su vari blog di bici d’ epoca una sconfinata passione e un grande impegno nel restauro dei pezzi ritrovati.

Ho una discreta esperienza di restauro prima di auto e moto d’ epoca, poi di oggetti d’ antiquariato, e ora mi dedico al recupero di alcune bici che avevo raccolto anni fa.

Ho sentito e visto foto di interventi con utensili elettrici abrasivi su telai ancora onorati da abbondanti tracce di vernice originale, magari solo per mettere in evidenza i numeri della marchiatura del telaio.

Che rilevanza ha leggere rapidamente la o le marchiature se comprometto un dm2 di buona vernice originale poco esposta alle ingiurie sotto la sella?

Se il telaio e i componenti montati sono completamente rovinati allora si può intervenire drasticamente con sverniciatore e abrasioni meccaniche. Diversamente, nel restauro di ogni bene culturale o artistico, e le nostre bici sono reperti di una cultura che ha connotato più di un secolo, si interviene con maggiore delicatezza e discrezione, temperando l’ ardore e la voglia di vedere rapidamente il risultato del proprio intervento con l’ uso di materiali e metodiche poco aggressive che consentano, durante il lavoro, di scoprire se sotto c’ è qualcosa che valga la pena essere analizzato, messo in evidenza, protetto (tracce di colore, segni di saldatura, tracce di decal, marchiature, ecc.).

Altro aspetto è una ancora diffusa ansia di possedere e identificare a tutti i costi pezzi griffati: Bianchi, Dei, Maino, Taurus, Legnano, oppure Magistroni, Campagnolo, Radsonne, ecc.

Ci sono bici non griffate, componenti poco o per nulla citati, accessori assolutamente anonimi che, ognuno nella propria area di produzione e impiego, hanno dei contenuti di ingegno, tecnologia ed estetici molto interessanti, a volte fondamentali per l’ evoluzione generale del fenomeno bici, provenienti da contaminazioni con altri prodotti tecnologici o addirittura domestici, o che a loro volta hanno inciso sulla cultura del periodo.

Basti pensare alla infinita schiera di artigiani che hanno prodotto gran parte delle bici usate dalla maggioranza della popolazione: producevano prevalentemente mezzi dal prezzo accessibile, ma con contenuti analoghi se non superiori al prodotto di massa dei grandi marchi, oppure producevano su commissione mezzi di alta qualità confrontabili con l’ alta gamma dei grandi marchi, oppure producevano o adattavano i mezzi a diverse esigenze di lavoro, di uso in stagioni diverse, di condizioni di disabilità, ecc.

Anche questo è cultura della bici.

Godiamoci la buona tecnica, sono emozionanti anche le soluzioni o realizzazioni ingenue, purchè non grossolane, l’ aspetto altero, fiero o sbarazzino dei nostri mezzi, anche anonimi, la storia che noi sappiamo, anche se non gloriosa, la storia che mai nessuno saprà, ma che possiamo immaginare dal consumo di ogni parte, dai colpi ricevuti, dalle modifiche apportate, dagli acciacchi a cui cerchiamo di porre rimedio con cura e discrezione.


A tutti uno slogan dell’ anteguerra: "non c’ è niente che allieta e diletta come lo sport della biciclètta".

sabato 2 febbraio 2013

Wilier CROMOVELATA BLU 1978


da zagor, Wilier Triestina cromovelata blu del 1978, con gruppo Campagnolo Nuovo Record e cerchi Campagnolo Moskava 80. si distingue dal celebre ramato Wilier

 

venerdì 1 febbraio 2013

piccolo biciclo!

grazie a dario, dalla Germania, antico biciclo per bimbo. diametro della ruota anteriore 65cm, posteriore 21cm. pedivelle 130mm. passo 60cm. lungh102cm. altezza del manubrio 90cm, sella 75cm.

giovedì 31 gennaio 2013

mozzi SIAMT con freno a tamburo

 torinesi SIAMT, dagli anni '40 o '50



mercoledì 30 gennaio 2013

Peugeot 1891

grazie ad andrea, antica bicicletta Peugeot Bicyclette "Populaire" del 1891! recuperata nel vercellese, in Italia almeno da ottant'anni. restauro conservativo. parti nuove: un paio di raggi, gomme cave e la ricopertura della sella. il campanello è un'aggiunta di sicurezza per la prova su strada. la sella è interessante: sicuramente non è Peugeot, è comunque una rara sella ad amaca con cinque snodi e molle orizzontali, completamente forgiata a mano.

martedì 29 gennaio 2013

telaio Rossignoli n.115

dall'Australia, telaio Rossignoli di Milano per cambio Campagnolo corsa a due leve. che ne dite, fine anni '40?