da claudio, Bianchi per Bersaglieri, modello degli anni 1925-34!






straordinaria, da zogor, Legnano da corsa del 1949! immancabile per la squadra corse Chianti Gino Bartali. due leve Campagnolo che ci parlano di storia del ciclismo italiano e mondiale

..era il 1949 un giovane alto e robusto, su una bicicletta come questa, usciva all'alba da una delle traverse di Via della Moscova a Milano percorreva le strade che lo avrebbero portato alla sede della CGE. Questo ragazzo di 17 anni lavorava come aggiustatore meccanico e bilanciava i rotori delle turbine che, di lì a poco, avrebbero fornito energia elettrica ad un Italia che, scrollandosi di dosso le macerie e i lutti dell'ultimo conflitto, lentamente rialzava lo sguardo... quel giovane era mio padre, che oggi, all'alba dei suoi 80 anni e dopo avermi strappato ad un'adolescenza sicuramente finita male in una grande città, tutte le mattine percorre i suoi 30 Km in bicicletta (rigorosamente da corsa) e vedendomi spesso armeggiare in garage su qualche bici mi dice: " ...la mia dormiva in camera con me, sai dovevo ancora finire di pagarla!"...beh in allegato le foto di questo bella conservata.
Saluti a tutti


parole e immagini ad alberto, per questa fantastica bicicletta da corsa degli anni '40. che torna alla luce integra, come quando appese il tempo al chiodo, in attesa d'un nuovo destino di strade da percorrere. Romolo Lazzaretti, Roma:
(...) a volte quella bici buttata nel cortile di casa da tempo immemore è come una ragazza che conosci da sempre - superficialmente - e che mai avevi guardato con occhi diversi . Ad un tratto cominci ad osservarla meglio e noti che è bella, affascinante e anche simpatica! Spero che puoi pubblicare qualche foto di questa Lazzaretti per riuscire ad avere più notizie per un futuro restauro. Quello che sono riuscito a capire è che ha un cambio a 2 stecche Campagnolo a 4 velocità, pipa del manubrio Benotto in ferro, freni Universal e mozzi Campagnolo.




Caro Lagriffe,
Le invio come promessoVi notizie dalla fredda terra del Kaiser.
Erano un paio di anni orsono, se non erro, quando la strada mi portò ad incontrare questo meraviglioso esemplare.
Sì! Era il 1910, l'ultima gloriosa annata per il prestigioso marchio di Dresda.
Un corridore veloce oramai stanco, superbo esempio di ruggine nazionalista allo stato brado.
Incarnazione dell'orgoglio tedesco, quello del metallo ma specialmente della tecnica.
Io ho solo pulito, nascondendo per quanto mi sia stata possibile l'incuria della storia, che qui si è rivelata così gravosa.
Che il buon cielo mi fulmini se non s'è rivelato infine, sotto la patina rossa dell'acqua mista al ferro, ancora capace di estasiare con la sua rara eleganza. Capace attraverso la sua superba fattura, di correre per cento anni ancora, testimonianza di un Regno e di un modo di costruire che forse, semplicemente, non esiste più.
Con la mia mano amica
Jim Lasable
P.s: Si ritenga pur libero, come d'uopo, di usare questa mia per portare diletto ai compagni velocipedisti tutti.




