lunedì 3 maggio 2010

ITALA

in risposta al messaggio di davide, in telaio, bruno ci presenta questa Itala del 1926!

colorazione avveniristica, per gli anni venti. nichelature alle parti bianche, parafanghi a schiena d'asino, manubrio del tipo roller, serie sterzo integrata, giroruota!






18 commenti:

Zinferlo ha detto...

Ma quant'è bella, marchio mai sentito, sembra una fusione tra Atala (il logo assomiglia molto) e Italia. Superbo recupero! Dove hai trovato le decals? Hai info in più su questa marca?

Jim ha detto...

Bellissima

Stefano 89 ha detto...

Straordinaria...!!! Colore stupendo, puntali meravigliosi... e stiamo parlando degli anni '20!! Sembra quasi un telaio da corsa "trasformato" in R tramite i freni a fascetta... ma forse è nata così!
La Itala produceva automobili...

P. De Sade ha detto...

Bicicletta meravigliosa ! e restauro sublime ! veramente, hai tutta la mia ammiarazione ed invidia... la cosa è opinabile, però, dalle foto del telaio prima del restauro avrei azzardato un conservativo.. parliamo di roba assai vecchia e la particolarità della sua colorazione sarebbe stata una bella testimonianza lasciandola conservata.
però, ripeto, è stupendo il risultato finale.

Stefano 89 ha detto...

Anch'io avrei fatto assolutamente un conservato... però il risultato del restauro è davvero ottimo, per cui i miei complimenti!!

Jim ha detto...

No, dai, quando si fa un risultato così...non scherziamo, sembra uscita di fabbrica!
Non scherziamo

zagor ha detto...

Perdona Jim.... ma mi associo al conservato! In ogni caso salvare questi residuati prebellici è sempre un ottima cosa ! Complimenti per la fatica che avrai fatto!
Zagor

Stefano 89 ha detto...

Sì, poi va a gusti... magari il proprietario si è innamorato di questa bicicletta (e ci credo!) e l'ha voluta a tutti i costi come nuova! L'importante è che non sia stata rifatta gialla a pallini rosa... ;-) Però era straordinariamente conservata... :-D

P.De Sade ha detto...

ora, senza aprire un dibattito esagerato, la scelta di un conservativo era un mio pensiero personale. Quando si vedono restauri così belli non bisogna far altro che levarsi il cappello e stringere la mano... però per chi è amante del buon conservato, vedere le ottime condizioni del telaio pre restauro fà venire un crampo al cuore, le condizioni erano eccellenti e i dettagli assai particolari. Secondo me solo una verniciatura "vissuta" sà dare emozioni particolari e raccontare un pizzico degli anni sul suo groppone..

brunò ha detto...

Il conservativo non era possibile dato il grave degrado, da ruggine, delle parti ex nichelate. Il funzionamento dei freni ed il rotolamento delle ruote non era possibile. Il restauro ha consentito la ciclabilità della bicicletta, nel rispetto di tutte le parti originali compresa la viteria, oltre all'oneroso rifacimento della sella in Inghilterra. Le decals sono la riproduzione grafica delle originali (introvabili).

brunò

Stefano 89 ha detto...

Immaginavo fosse per "colpa" delle parti nichelate... poi avresti avuto vernice vecchia e nichelature nuove, hai fatto bene a far così! Complimenti Bruno! ;-)

brunò ha detto...

1926 anno lontano, tuttavia per meglio focalizzare il mercato di allora delle biciclette, illustro due caratteristiche tecniche scoperte durante la rimessa a nuovo della bicicletta:

- la catena, purtroppo non più riutilizzabile le maglie erano bloccate dalla ruggine, era marcata PERRY

-la ruota libera revisionata e resa ancor perfettamente funzionante é marcata BAYLISS WILEY & Co LTD Made in England

Stefano 89 ha detto...

Uao! Per la catena, hai provato a immergerla nella nafta per un po'? Anche se la utilizzi (facile che sia consumata, poi quando la usi fa rumore) è un bel pezzo da conservare! ;-)

Anonimo ha detto...

questa non è altro che una bellissima corsa , colori compresi,
all'epoca è stato sostituito manubrio e freni (kit) ma per il resto non ho dubbi.
complimenti per il restauro e per la documentazione fotografica
enzobici

Gino ha detto...

Ciao Stefano,
si da il caso che abbia anch'io recuperato di recente in'ITALA giroruota (doppio rapporto fisso). Manubrio Roller e freno fascettato aggiunti in secondo tempo. Tutta ridipinta!
Sono alquanto indeciso sul da farsi!

montalbano71 ha detto...

Salve, l'ITALA di Gino ora ha cambiato proprietario (l'indecisione sul da farsi fà brutti scherzi) infatti è da poco entrata in mio possesso. Unica soluzione che adotterò per il restauro visto l'orribile scelta dei vecchi proprietari (non mi riferisco a Gino) di riverniciare a pennello tutta la bici, comprese viti, fascette, molle e bulloni sarà quella di iniziare lo smontaggio totale della bici e relativa sabbiatura. Premetto che anche la mia ITALA sotto la vernice nera fà intravedere una azzurro-verde tenue quasi tipo Bianchi . Al contrario di quella in foto (il chè mi fà pensare senza ombra di dubbio ad un modello corsa) la differenze che ho potuto notare stanno nel carro posteriore che risulta schiacciato e non tondo e i cerchi più stretti rispetto alle bici R. Adesso corro subito a smontare manubrio e freni perchè la bimba ha bisogno di.... rivivere!!! Ah, dimenticavo il giro ruota a doppio rapporto fisso esiste ancora.

Stefano 89 ha detto...

Complimenti Montalbano, ha fatto un ottimo acquisto, qulla Itala è stupenda! Se non mi fossi deciso a fare solo conservati...

Prima di sabbiarla, ti consiglierei di tentare di togliere il nero con paglietta e diluente nitro, potresti salvare la verniciatura sottostante (se è originale)!!

Ciao

montalbano71 ha detto...

Salve a tutti è possibile sapere di chi è l'ITALA nelle foto? Volevo sapere se si poteva avere una foto più detagliata della delcomania per vedere le scritte più picole. Se qualcuno è in grado di aiutarmi può cortesemente inviarmi numero di cellulare o email del proprietario? la mia email è andrea712002@libero.it